Falsi miti su sport e alimentazione: un piccolo estratto del  primo seminario dello studio Sentieri di Igea del 2026

Nella serata di martedì 3 febbraio si è svolto il primo seminario formativo gratuito organizzato dallo staff Sentieri di Igea, che ha visto protagonisti il dott. Paolo Gentile, dietista, e il dott. Davide Bianco Dolino, chinesiologo e massoterapista. Durante l’incontro sono stati affrontati alcuni dei falsi miti più diffusi nel mondo dello sport e dell’alimentazione, temi che spesso condizionano le scelte di chi desidera migliorare la propria forma fisica e il proprio stato di salute.

Uno dei pensieri più comuni quando si decide di cambiare è: “Inizio a correre così dimagrisco velocemente. L’essere umano è nato per muoversi, è vero, ma iniziare a correre improvvisamente, senza un adeguato condizionamento, può aumentare il rischio di infortuni, soprattutto a carico delle articolazioni. La corsa è un gesto ripetitivo e ad alto impatto che richiede adattamento progressivo, programmazione e gradualità.

Inoltre, è importante chiarire una distinzione fondamentale: perdere peso non è la stessa cosa che dimagrire. Perdere peso significa semplicemente vedere diminuire il numero sulla bilancia, mentre dimagrire implica una riduzione della massa grassa preservando il più possibile la massa muscolare. L’attività fisica non dovrebbe essere vista esclusivamente come uno strumento per far scendere l’ago della bilancia, ma come un mezzo per migliorare le capacità motorie, la composizione corporea e la salute metabolica. Un allenamento ben programmato contribuisce anche a migliorare la flessibilità metabolica, ossia la capacità dell’organismo di utilizzare in modo efficiente le diverse fonti energetiche in base alle richieste.

Un altro mito affrontato riguarda l’acido lattico. Spesso si sente dire che sia il responsabile dei dolori muscolari del giorno successivo all’allenamento. In realtà, durante sforzi ad alta intensità l’organismo produce lattato come conseguenza del metabolismo anaerobico, ma questo viene smaltito fisiologicamente in tempi relativamente brevi dopo la fine dell’attività. I dolori che compaiono dopo 12-24 ore e raggiungono il picco tra le 24 e le 48 ore sono invece riconducibili ai cosiddetti DOMS (Delayed Onset Muscle Soreness), una risposta fisiologica legata ai micro-danni muscolari e al processo di adattamento a uno stimolo nuovo o particolarmente intenso. Si tratta di un fenomeno normale, soprattutto quando si riprende l’attività o si introduce un nuovo tipo di allenamento. Se però il dolore si ripresenta frequentemente con gli stessi esercizi o interessa prevalentemente le articolazioni, è opportuno rivedere la programmazione.

Anche il tema dei crampi è stato oggetto di confronto. Il crampo è una contrazione involontaria, improvvisa e dolorosa del muscolo. Spesso viene attribuito automaticamente a una carenza di magnesio o potassio, ma la realtà è più complessa. Le cause possono includere affaticamento neuromuscolare, eccessiva intensità dell’allenamento, disidratazione o squilibri elettrolitici. Durante la sudorazione, il minerale maggiormente perso è il sodio, più che magnesio o potassio. Prima di ricorrere agli integratori è quindi fondamentale valutare l’adeguatezza dell’alimentazione, il livello di idratazione e la corretta gestione dei carichi di lavoro. In condizioni di caldo o sudorazione intensa può essere utile curare l’idratazione nell’arco della giornata e reintegrare correttamente i liquidi e il sodio persi, evitando soluzioni “fai da te” che non tengano conto del quadro complessivo.

Il messaggio che abbiamo voluto trasmettere durante il seminario è chiaro: sport e alimentazione sono strumenti potenti per la salute, ma richiedono consapevolezza, personalizzazione e programmazione. Smontare i falsi miti è il primo passo per costruire un percorso efficace, sicuro e sostenibile nel tempo. Affidarsi a professionisti qualificati permette di evitare errori comuni e di lavorare su obiettivi realistici, rispettando il proprio punto di partenza e le proprie esigenze.

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